LE ATTIVITA’ DIDATTICHE

Il fare è una delle condizioni dello sviluppo infantile che permette di compiere esperienze interessanti e realmente ricche di significati. Fare, nell’educazione scientifica, vuol dire anche sperimentare cioè provare, oltre che manipolare, e tentare di trovare soluzioni ai problemi semplici. Quelle attività che mirano a far scoprire al bambino “che l’albero ha il tronco e le foglie”, “che i pesci vivono nell’acqua” non hanno nulla a che fare con l’educazione alla razionalità. Non richiedono un ragionamento e sono perlopiù attività di tipo classificatorio.

E’ necessario perciò un “fare pensato” cioè l’intervento ragionato sull’ambiente e sugli oggetti con lo scopo preciso  di ricercare soluzioni, fare tentativi e verificare immediatamente la correttezza o meno dell’ipotesi formulata.

L’educazione scientifica infatti non si ferma alla osservazione e catalogazione degli elementi naturali ma promuove l’acquisizione da parte dei bambini di un “metodo” di soluzione di semplici problemi attraverso tentativi ed errori, ipotesi e verifiche.

Il criterio per valutare la praticabilità è quello del successo della proposta intorno al 50%.
Una prova con positività al 90% è forse troppo semplice, una con positività al 10% è probabilmente troppo difficoltosa e quindi da ridimensionare.

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