Barchette e cose bucate

Esplorare, conoscere, progettare

Campo scientifico

Anni 5

 

Barchette e cose bucate

Le attività che mirano a promuovere l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze scientifiche, non possono prescindere dall’educare i bambini ad identificare le variabili sostanziali di una situazione. Infatti, se da una parte è essenziale il confronto d’esperienze per arrivare  ad astrarre concetti generalizzabili, dall’altra è altrettanto necessario che in tali esperienze, condotte per tentativi ed aggiustamenti, il bambino ponga l’attenzione sulle variabili giuste, utili alla soluzione del  problema, imparando a discriminare gli aspetti ininfluenti.

In quest’esperienza, in cui si parla di barche e d’acqua, introduciamo dapprima variabili concernenti i materiali e successivamente la forma degli oggetti e verifichiamo su quali di queste i bambini fermano la loro attenzione così da poter formulare le loro ipotesi.

 

Obiettivi formativi

Specifici

–          distinguere gli aspetti sostanziali di un problema

–          classificare gli oggetti secondo il peso e le dimensioni

–          consolidare e formalizzare l’esperienza attraverso la registrazione di dati.

Campo matematico

–          concordare un codice per la registrazione di dati

 

Materiali

Un catino capiente, acqua, carta., matite e pennarelli, pongo, costruzioni e tavolette di legno compatte e bucate, di varia forma, colore e dimensione, oggetti vari presenti nella stanza come fermagli, coppette ed altro materiale di recupero.

 

Spazi

La sezione

 

Ci ritroviamo dopo le vacanze

Di ritorno dalle vacanze, ci ritroviamo insieme per ascoltare e raccontare le nostre avventure in luoghi ameni e divertenti, dove abbiamo trascorso le nostre vacanze con i familiari.

Conversiamo allegramente mentre gli interventi si arricchiscono di particolari: viene rammentata la montagna con le passeggiate, la campagna con le fattorie da visitare, i campi da attraversare, magari come Tommaso a dorso di somaro, ed il mare con l’acqua e l’irresistibile voglia di bagni.

Per ricreare graficamente la situazione, tracciamo sul cartellone un cerchio di colore diverso per ogni tipo di località rammentata; ogni bambino fa il proprio ritratto e lo incolla nel cerchio corrispondente alla propria vacanza.

Scopriamo che solo pochi bambini hanno fatto l’esperienza della montagna mentre tutti sono andati al mare ed affermano di aver visto “tanta acqua, le onde, la sabbia ma anche i sassolini e molte barche, a volte grandi a volte piccole, assieme a gommoni e molti pedalò”.

 

Costruiamo le barche

La conversazione continua mentre tentiamo di approfondire l’argomento: come sono fatte le barche? Alcuni bambini affermano che sono fatte di legno, altri che ci sono anche di gomma o di plastica come gommoni e pedalò. Le barche grandi per pescare, dicono, sono di legno.

Tutti i bambini alla domanda: “ Le barche galleggiano o affondano?” rispondono “Galleggiano!”.

Decidiamo di costruirne alcune ed organizziamo perciò una ricerca di materiali ed oggetti utili allo scopo, all’interno della sezione.

 

Osserviamo i materiali

Costruiamo alcune barche utilizzando  materiali ritrovati nella nostra perlustrazione e realizziamo una barca di carta, una di pongo, una di legno con una tavoletta quadrata, una con le costruzioni di legno ed una con le costruzioni di plastica.

Sono tutte molto belle ma riusciranno a galleggiare?

barchette modif

Abbiamo già giocato tante volte con gli oggetti nell’acqua e perciò non ci rimane che tentare una previsione e verificarne l’esito; prepariamo un catino capace, contenente dell’acqua, e ci divertiamo a provare, non prima di aver formulato un’ipotesi sul comportamento delle barche.

Invitiamo i bambini a fornire una risposta, mano a mano che si compiono le prove, alle seguenti domande :” La barca di carta galleggia oppure no? perché?, e quella di pongo?, quella di legno? e quella di costruzioni di legno? e quella fatta con le costruzioni di plastica?”

la nave con le costruzioni modif 2

Prendiamo le barchette tra le mani, le tocchiamo, ne osserviamo il colore, la forma, il materiale di cui sono fatte, il peso e le dimensioni.

“Quella di carta si, galleggia perché è leggera”

“Si perché è come quella del soldatino di stagno”

“Sta su perché è di carta”

La mettiamo nell’acqua e vediamo che galleggia.

Alla domanda: “Perché la barca di carta galleggia” la risposta è: perché è leggera.

“Anche quella di legno sta su, perché è di legno”

“Anche il legno è leggero, non pesa tanto”.

“E’ come quella del mio nonno”.

Verifichiamo la previsione che si rivela esatta.

E la barca di costruzioni di legno e metallo?

“Affonda perché c’è il ferro”

“No perché c’è il legno”

“Ma però c’è anche il ferro”

“Galleggia, perché è leggera”
”Si, un po’ pesantina e un po’ leggera”

Si crea un po’ di suspence: la risposta non pare semplice e tutti attendono la verifica per avere la conferma dell’esattezza della previsione.

Mettiamo la barca fatta con le costruzioni di legno e metallo nell’acqua e………

“Galleggia, ma sta storta”

“Si, non affonda ma sta storta”

“Sta così” e imita la posizione a Torre di Pisa.

“Non affonda perché c’ha il legno”.

Continuiamo ad osservare……

Chiediamo: “La barca di pongo, galleggia o va a fondo?”

“Va a fondo perché è pesante”

“Si, è un po’ pesante”.

Tutti sono d’accordo nell’affermare che il pongo “è pesante”.

La riflessione sulle caratteristiche delle barchette porta i bambini a concentrare l’attenzione non tanto sulla loro forma e colore, quanto sul materiale di cui sono fatte.

 

Una volta constatato il loro comportamento nell’acqua, registriamo sul cartellone ciò che abbiamo osservato.

 

Riproduciamo il catino e disegniamo il livello dell’acqua; alla domanda: “Come possiamo indicare il galleggiamento o l’affondamento delle barche?”, una bambina risponde: “Lo scrivi con le parole”, ma all’obiezione: “Voi non sapete leggere, come fate per riconoscere quello che c’è scritto?” alcuni propongono di disegnare una riga.

Facciamo accanto alla barchetta una riga ma notiamo che non si riesce a capire se la riga indica il galleggiamento o l’affondamento; alcuni bambini allora propongono la freccia, soluzione condivisa da tutti.

Costruiamo così una tabella dove indichiamo accanto alla barchetta, la sua posizione nell’acqua.

cartellone simboli modif 3

Osserviamo che la barca di legno galleggia, quella di pongo affonda ma quelle fatte con costruzioni di plastica e di legno e metallo, galleggiano “un po’ torte”.

Le frecce vengono poste in modo da indicare esattamente la posizione della barchetta nell’acqua.

Continuando la conversazione e l’osservazione delle barchette nel catino, ci accorgiamo che quella di carta, inizialmente galleggiante, si immerge lentamente fino al bordo.

Non affonda ma non è più in superficie.

Perché?

La tiriamo su dall’acqua e vediamo un buchino nello “scafo”; i bambini dichiarano quasi unanimemente che la barchetta sta affondando per questo motivo.

Ma davvero ciò che ha un “buco” affonda?

 

Osserviamo la forma

Il giorno seguente, riprendiamo il discorso delle barchette bucate.

Domandiamo:”Le barchette  bucate affondano o galleggiano?.”

Tutti i bambini, ad eccezione di due, affermano convinti che le barchette, o più genericamente le cose bucate, affondano perchè “l’acqua passa dentro il buco e spinge la barchetta giù”.

Sperimentiamo: prendiamo due tavolette di compensato e le adagiamo nell’acqua; “cosa succede?”, “galleggiano!”

“Perché?”. Le risposte sono “Perché sono leggere” o “Perché sono di legno, come le barche vere.”

 

cose intere modif 4Prendiamo adesso due tavolette identiche alle prime ma con un’apertura al centro: “secondo voi, queste barchette galleggeranno o affonderanno?”. La risposta non è univoca: c’è chi dice che affondano perché ci sono i buchi e chi dice che galleggiano perché sono di legno.

Le mettiamo nell’acqua e vediamo che tutte le barchette, bucate e non, galleggiano; molti bambini sono soddisfatti d’averci “azzeccato”.

“Come mai stanno tutte a galla?”

“Perché sono tutte leggere”

“Perché sono di legno”.

 

cose intere e bucate modif 5

Una volta effettuata la prova dell’acqua, tutti i bambini sorridendo confermano che anche le barchette di legno bucate non affondano.

 

Proviamo con altri materiali compatti e bucati, trovati nella stanza.

Mettiamo nell’acqua costruzioni di plastica intere di varia forma e colore e notiamo che galleggiano; prendiamo poi costruzioni dello stesso tipo ma bucate e proviamo a prevedere il loro comportamento nell’acqua: galleggiano o affondano?

Adesso la previsione si fa più sicura e tutti formulano l’ipotesi che anch’esse galleggino.

Verifichiamo e con soddisfazione costatiamo che la previsione si  rivela esatta.

cose bucate e inter modif 6

Complichiamo le cose

Abbiamo scoperto che le costruzioni e le tavolette di legno galleggiano, che siano intere oppure bucate perché il buco è ininfluente sul galleggiamento e perché le costruzioni di plastica e le tavolette sono leggere, perciò stanno “sull’acqua”.

E se immergiamo una tavola di legno pesante che succede?

La prendiamo tra le mani per osservarla meglio: è bianca, di legno,  grande e molto pesante.

Prima di metterla nell’acqua tentiamo di fare una previsione: galleggia o affonda?

Il peso influisce nella scelta dei bambini ed alcuni di loro dicono che affonda perché “è pesante”, altri invece che galleggia perché è di legno, altri ancora sono incerti.

Verifichiamo: la tavola di legno pesante galleggia, perché?

Tutti sono concordi nel dire che galleggia perché è di legno e con il ripetersi delle prove arrivano ad affermare che probabilmente tutto il legno galleggia, “anche il martello di legno”.

gallegg intero pesant modif 7

Primi tentativi di scoprire “la densità”

L’affermazione che il legno galleggia pare abbastanza scontata ma il perché non è ancora così chiaro; tutti sostengono che il legno è leggero ma dopo aver provato la tavola pesante, questa affermazione pare incompleta.

Proviamo allora ad osservare il comportamento nell’acqua di un oggetto leggero come un fermaglio: lo tocchiamo, lo osserviamo attentamente e tutti siamo concordi nel dire che è leggero e di ferro. Una volta nell’acqua galleggerà o affonderà?.

La prudenza sembra scoraggiare i bambini dal fare previsioni azzardate  poi alcuni dicono che galleggerà perché è leggero mentre la maggior parte afferma che affonda.

Verifichiamo: il fermaglio scende inesorabilmente verso il fondo del catino.

Alla domanda: “Perché il fermaglio, così leggero, affonda?” i bambini rispondono: “Perché è di ferro”.

Facciamo ancora tanti esperimenti con oggetti di ferro più o meni leggeri come le forbici, i fermacampioni ecc. ed ogni volta l’oggetto va a fondo.

Così vediamo che tutti gli oggetti di legno, leggeri o pesanti, galleggiano mentre tutti gli oggetti di ferro, leggeri o pesanti, affondano.

Appare adesso più chiara l’affermazione che l’importante  non è il peso dell’oggetto ma la materia con cui è fatto.

Trasportiamo sulla tabella del cartellone ciò che abbiamo scoperto, utilizzando sempre il segno concordato precedentemente ovvero la freccia, dapprima collettivamente e poi individualmente.

registraz schema gallegg individuale modif 8

 

Documentiamo le competenze:

Alla conclusione dell’attività, verifichiamo se i bambini

–          comprendono il concetto del galleggiamento ed il suo contrario;

–          classificano gli oggetti secondo il peso ed il materiale;

–          partecipano con proprie ipotesi alla definizione di un codice per registrare i dati.

Articolo pubblicato su Scuola dell’Infanzia n° 4 anno 2007

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