Giochiamo col vento

 Esplorare, conoscere, progettare

3-4 anni

 Giochi con il vento                                      

Il fenomeno del vento è un’esperienza comune tra i bambini che, nelle loro camminate per mano ai genitori o durante la permanenza nei giardini pubblici, ne percepiscono l’azione anche se a volte non consapevolmente.

 I bambini parlano del vento definendolo in tanti modi diversi ma soprattutto con una terminologia fenomenologica.

Soffermare la nostra attenzione su questo fenomeno atmosferico aiuta non solo a prendere consapevolezza del fatto stesso che si verifichi e che l’aria, pur invisibile, è attorno a noi, ma anche ad aumentare l’attenzione verso i suoi effetti sull’ambiente che ci circonda e ad acquisire termini nuovi e più corretti per ragionare sull’esperienza.

Obiettivi

  • Osservare il fenomeno vento.
  • Fare ipotesi e previsioni.
  • Cogliere la relazione aria/peso dell’oggetto.
  • Conoscere nuovi vocaboli.

Materiali

Carta da disegno, pongo, gessi, carta colorata velina e da collage, cannucce o bastoncini, cartoncino.

Spazi

Giardino, sezione, salone della scuola.

Cos’è il vento?

In una giornata soleggiata ma molto ventosa, dopo l’appello, mentre osserviamo alla finestra che tempo fa per registrarlo sul nostro calendario, notiamo le chiome degli alberi che si agitano vistosamente. Domandiamo: “Cosa le muove?”

B: “Il vento!”.

I: “Cos’è il vento?”

B: “E’ l’aria”.

B: “E’ fuori”.

B: “Si muove e si sente fuori.”

B: “E’ così” e imita con la bocca il soffio.

Proviamo ad approfondire:

“ Cosa succede quando c’è vento?”

B: “Si muove le cose”.

B: “Si muovono gli alberi”.

B: “Si muovono anche le foglie”.

“Il vento riesce a muovere proprio tutto?”

B: “No!!”.

Tentiamo di capire meglio ciò che si muove e ciò che non si sposta col vento attraverso una caccia al tesoro che ci permette di raccogliere oggetti e materiali diversi.

Cose che “volano”, cose che non “volano”

Spostiamoci liberamente all’interno della sezione e nell’ambiente circostante per cercare cose che secondo noi possono avvertire o no l’effetto del vento. Ritorniamo nella nostra stanza e nominiamo a uno a uno gli oggetti trovati: foglio da disegno, fazzoletto di carta, fon, lettere magnetiche, ritagli di rivista, piuma, penna biro, costruzione, pennarello.

Vogliamo verificare concretamente l’effetto dell’aria su questi oggetti ma in classe non c’è vento, perciò decidiamo di usare la nostra bocca per creare il movimento dell’aria, soffiando con forza.

Cosa succede se…

Tentiamo di prevedere il comportamento dei singoli oggetti: si muovono? Non si muovono?

Chiediamo a ciascun bambino di fare una previsione relativa all’oggetto da lui proposto e subito dopo facciamo la verifica: creiamo il vento con un soffio forte e così scopriamo chi ha ragione e chi si sbaglia.

foto soffio cosa vola modif

Una volta osservati tutti gli oggetti, dividiamo quelli che si spostano da quelli che non si muovono, cercando di capirne il motivo. Notiamo gli oggetti che “volano”: sono il foglio da disegno, il fazzoletto di carta, l’immagine della rivista ritagliata e le piume.

Quelli che non “volano” sono il fon, le lettere magnetiche, le costruzioni, la penna biro ed il cellulare di plastica. “Il pennarello si sposta ma perché è rotondo e ruzzola, però non vola”.

È importante dare la possibilità a tutti i bambini di poter esprimere il proprio parere in modo da creare un dialogo e un confronto. Tutti gli interventi sono positivi perché aiutano a capire meglio. Noi insegnanti non forniamo risposte ma guidiamo, incoraggiamo e stimoliamo la riflessione.

Fissiamo sul foglio l’esperienza disegnando la riga che riproduce il pavimento e poi il contorno degli oggetti: sotto di questa gli oggetti che non si muovono col vento, sopra quelli che invece volano via.

pannello vento modif

Perché gli oggetti si spostano col vento?

Osserviamo attentamente gli oggetti che si spostano col soffio d’aria: “Perché volano? Perché gli altri invece non si spostano?”.

Quasi tutti i bambini concordano nel dire che il fazzoletto di carta è morbido e leggero come pure leggeri sono il ritaglio di rivista, il foglio da disegno che è di carta e le piume d’uccello.

Il fon, il cellulare, le costruzioni e le lettere magnetiche sono più pesanti della carta e delle piume.

Se la categoria leggero/pesante, riferita agli oggetti raccolti, appare chiara per tutti i  bambini complichiamo leggermente il gioco.

Il pesce di carta, pesce di pongo

Questa esperienza, che da una parte vuole puntare l’attenzione sul concetto di leggero e pesante, dall’altra cerca di stimolare i bambini a riflettere e distinguere l’aspetto ridondante della situazione da quello sostanziale.

Usiamo un pesce fatto con la carta velina e un altro di uguali dimensioni fatto col pongo, entrambi di color giallo.

Il gioco si svolge con interventi individuali e i bambini, chiamati a uno a uno, sono invitati a rispondere a una semplice domanda: “Se soffia il vento, si muovono entrambi i pesci oppure no? Se no, quale dei due si sposta e perché?”.

È un gioco coinvolgente perché i bambini sorridono e si fermano a riflettere a lungo, poi fanno ciascuno la propria previsione. Immediatamente avviene la verifica: il bambino stesso soffia forte ed osserva l’esito della sua ipotesi:

“Si muove quello di carta perché è di carta, quello di pongo è più morbido”.

 “Si muove questo di carta perché è liscio” (cioè scivola). Proviamo a mettere allora il pesce di pongo sopra un foglietto di carta in modo che non si appiccichi al tavolo: “Si sposta quello di carta perché è più leggero”.

 “Questo di carta perché è fatto di carta”.

 “Si sposta questo qui, perché è di carta”.

 “Perché è più leggero”.

 “Si spostano tutti e due” ma alla verifica dice: “Si sposta quello lì perché è di carta”.

 “Si muove quello perché è di carta e questo è di pongo”.

 “Si sposta quello di carta perché è leggero e questo di pongo è peso”.

 “Si muove questo di carta perché è più leggero”.

 “Si muove questo perché è di carta, quello di pongo appiccica un pochino”.

 “Vola quello di carta perché quello di pongo è troppo duro”.

Una volta terminato il gioco si riflette: “Quale pesciolino si è mosso con l’aria?”.

 “Quello di carta!”. Chiediamo ancora: “Perché si sposta quello di carta e non quello di pongo?”

 “Perché è più leggero”.

pesce pongo carta modif

Il “pesce in padella”

Divertiamoci a questo punto a far scivolare “un pesce in padella”, regolandone la direzione col soffio.

Disegniamo con i gessi sul pavimento un grande cerchio, la padella appunto e poniamo due pesci di carta di uguale dimensione in due punti esterni al cerchio equidistanti dal centro.

Due bambini si dispongono in prossimità dei pesciolini e tentano di spingerli col soffio all’interno della “padella”. Vince la gara chi riesce a farlo nel minor tempo possibile.

Il tifo si accende e scopriamo che non è assolutamente semplice trovare il giusto modo di soffiare: infatti, il soffio verticale schiaccia il pesciolino a terra, quello lontano non consente alcun spostamento.

gioco pesce in padella bimbi modif

Dal gioco al foglio

Una volta terminato il gioco, riproduciamo l’esperienza sul foglio da disegno cercando di porre attenzione alla direzione del vento fatto con la bocca.

Disegniamo al centro del foglio il cerchio che rappresenta la padella e due pesciolini esterni al cerchio.

La consegna è: “Disegna la direzione del soffio in modo da spingere i pesciolini all’interno del cerchio/padella.”.

I bambini scelgono la freccia come simbolo per indicare la direzionalità.

Quelli più piccoli, che hanno minore abilità grafica, invece di disegnare, incollano la freccia nel punto del foglio ritenuto corretto.

direzione scheda pesce in pad modif

 

Dove vola il palloncino?

Facciamo un nuovo gioco: al posto dei pesci stavolta utilizziamo i palloncini di carta. Prima ci divertiamo a soffiare semplicemente, per capire come si può comportare il palloncino, poi complichiamo il gioco.

Un bambino pone davanti al palloncino, sistemato sul pavimento della stanza, una freccia realizzata in cartoncino, mentre un altro soffia in modo da far muovere il palloncino proprio nella direzione indicata dalla freccia.

I primi tentativi si rivelano buffamente fuori misura ma piano piano diventa sempre più semplice orientare il soffio.

soffio palloncino gioco modif

Registriamo l’esperienza

Come per il gioco del pesciolino, anche in questo caso formalizziamo l’esperienza attraverso la registrazione sul foglio.

I bambini più grandicelli disegnano l’aria dalla parte giusta per spostare il palloncino nella direzione della freccia, i più piccoli invece incollano l’immagine del soffio.

 scheda soffio pall2 modif

La girandola

Costruiamo un giocattolo da usare col vento, in giardino e magari anche a casa: la girandola.

Prendiamo i fogli da disegno e dopo averli colorati con i pennarelli, ne ricaviamo dei quadrati; li tagliamo lungo le diagonali fino a metà, in modo da formare 4 spicchi di carta.

Pieghiamo le punte verso l’interno fino a farle combaciare con il centro del foglio.

A questo punto fissiamo le punte soprammesse al centro con una puntina da disegno ad un bastoncino o ad una cannuccia da bibita.

Ecco pronta una meravigliosa girandola: non resta che uscire a vedere cosa succede in giardino, col vento. Sono proprio belle e soprattutto divertenti, sicuramente anche per mamma e papà.

vento girandole modif

Box: Osserviamo e verifichiamo

Nello svolgersi dell’attività osserviamo se il bambino:

  • coglie la relazione oggetto/aria secondo un rapporto di causa/effetto;
  • si mette in gioco tentando di proporre ipotesi;
  • comprende il significato di termini come aria, vento, soffio, ventata, direzione, leggero, pesante.

 Articolo pubblicato sul n°1 della rivista “Scuola dell’infanzia” – Giunti Scuola – 1° settembre 2007

 

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