In viaggio nel tempo

Un’esperienza entusiasmante nella                                          

sezione di bambini di 4/5 anni

Premessa:
Le conoscenze che i bambini hanno del mondo, acquisite durante la loro pur giovane vita, contengono aspetti di scientificità “non specifica” che risultano fondamentali per lo sviluppo dei processi di apprendimento delle abilità di tipo scientifico. Tra queste, la percezione del tempo, è senza dubbio la più complessa.
Nonostante questo, è possibile avvicinare i bambini al concetto temporale già dai tre/quattro/cinque anni purché lo si faccia ragionando intorno a fenomeni o avvenimenti che fanno parte della loro esperienza quotidiana, che li coinvolgono per l’interesse che riescono a suscitare e che li stimolano a compiere ragionamenti, a fare ipotesi e previsioni per raggiungere un obiettivo comune.
Il lavoro con i bambini riguarda il tempo ciclico che si ripete con regolarità come i giorni, le settimane, i mesi, le stagioni , ecc. e il tempo storico che invece è un susseguirsi di avvenimenti che scandiscono lo scorrere della nostra vita e della storia più in generale.

Finalità:
Le finalità del progetto sono quelle di far ragionare i bambini sul tempo, dal punto di vista storico ma anche ciclico, esplorando vari linguaggi e vari tipi di approccio alle problematiche, con particolare riguardo per quello scientifico.

Obiettivi specifici:
– esplorare epoche diverse dalla nostra, attraverso la conoscenza di monumenti e testimonianze iconografiche. (sviluppare il linguaggio, confrontare esperienze personali con i compagni, sviluppare la curiosità verso contenuti storici e artistici).
– ricostruire, con materiale di recupero, ambienti e oggetti. (sviluppare la manualità globale e segmentaria, la coordinazione oculo-manuale, l’uso di strumenti e materiali espressivi diversificati, sviluppare la creatività).
– conoscere e utilizzare musiche, balli, giochi di epoche diverse. (sviluppare la musicalità, la percezione ritmica e la produzione di sequenze sonore, la conoscenza di nuove danze e giochi cantati).
– conoscere, costruire e giocare con i mezzi di trasporto. (sviluppare la conoscenza dei mezzi di trasporto osservandone le immagini e progettandone la realizzazione attraverso la scelta di materiali, colori e forme).
– realizzare percorsi, sperimentare la velocità e il trasporto di “pesi notevoli”. (confrontare le proprie esperienze in merito alla velocità e al trasporto di oggetti molto pesanti, proporre ipotesi di soluzione dei problemi affrontati, verificare le strategie, confrontarsi sui risultati e fare nuove ipotesi più verosimili ed efficaci.)
– inventare simboli per rappresentare giochi cantati, percorsi e andature, giochi di velocità, galleggiamento. (inventare individualmente simboli per le varie situazioni proposte, stipulare una convenzione per l’uso collettivo di simboli individuali).
– realizzare un “calendario storico” a ritroso, dal compleanno dei bambini agli uomini primitivi. (costruire un “percorso nel tempo” coinvolgendo bambini e famiglie per rintracciare foto e immagini relative alle epoche individuate dai bambini stessi ed ulteriori elementi caratterizzanti, attraverso interviste e ricerche. Inventare lo strumento per il “viaggio” nel tempo, drammatizzare segmenti di vita popolare, di avvenimenti appartenenti ad altre epoche. Identificare il “percorso del tempo” attraverso immagini familiari e successioni di fatti conosciuti. Distinguere il tempo storico (lineare, che non torna, come le epoche storiche) dal tempo ciclico (che si ripete costante, come il calendario dei compleanni).

Tempi:
L’esperienza si sviluppa dal mese di novembre a quello di aprile dell’anno successivo.
Spazi:
Gli spazi per la realizzazione dell’esperienza sono i locali dei musei visitati di volta in volta (Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, Giardino dei Boboli), la sezione e il salone della scuola per la rielaborazione delle uscite e per i giochi di movimento (danze, giochi cantati, giochi con i mezzi di trasporto e sulla velocità), i grandi lavandini del bagno dei bimbi per i giochi sul galleggiamento.
Materiali:
Favoriamo l’uso di carta, scatoloni, passamaneria, cartapesta, carta crespa, campionari di carta da parati e di tessuti (forniti da genitori), materiale di recupero, fogli da disegno, pennarelli, pennelli, tempere, carta da pacchi, materiale vario presente in classe e nella scuola.

furto nello studiolo di Francesco 1°modif

L’esperienza didattica:
Una visita al Palazzo Vecchio, nello studiolo di Francesco 1° De’ Medici, ci offre la possibilità di conoscere in un modo divertente e coinvolgente un’epoca per noi lontana. Le statue di Palazzo Vecchio, una volta tornati a scuola,  ci permettono di giocare al gioco delle belle statuine dove un bambino fa lo scultore e un altro la scultura.
Proviamo quindi a creare ciascuno la sua statua, utilizzando uno scheletro di ferro. Innanzi tutto manipoliamo lo “scheletro” scoprendo la possibilità di conferire alla statua un movimento.

 

I bambini disegnano perciò la statua ferma e poi, una volta realizzato sullo scheletro di metallo il movimento ritenuto più gradevole, il disegno della statua in movimento. Rivestiamo lo scheletro col das, per dare consistenza al corpo delle statue e le rifiniamo con i particolari e il tessuto per gli abiti.

rielaboraz grafica gioco al mio bel...
Palazzo Vecchio è un castello: facciamo perciò il gioco di “al mio bel castello”. Ciascun bambino prova a simbolizzare il gioco per “scriverlo” sul cartellone e proporlo agli altri bambini della scuola. I più piccoli utilizzano sagome già predisposte e i più grandi invece disegnano schematicamente il gioco.

 

Progettiamo un castello per farne un angolo d’attività in classe e, dopo una conversazione su cosa occorre per dare l’aspetto di un castello ai nostri cartoni da frigorifero, lo realizziamo in uno spirito di grande collaborazione.

progettiamo un castelloil nostro castello 2 modif

 

 

 

 

 

Dai castelli alle case: disegno la mia casa. Osserviamo sul libro delle case le immagini di tanti tipi di abitazioni diverse e poi realizziamo una sequenza temporale che riguarda le fasi della costruzione di una casa.

Ne costruiamo una con i cartoni, per giocarci in sezione, a grandezza di bambino.

costruiamo una casa di cartone
Dopo la casa del duca Francesco 1°, parliamo degli abiti “strani” che vestivano nell’epoca, di abiti antichi e moderni, quindi ricostruiamo il vestito del duca in un puzzle da sette e cinque pezzi.

 puzzle l'imperatore

abiti medievali

La nostra attenzione si sposta sui vestiti moderni, cioè quelli indossati da noi, da adulti e bambini. Utilizziamo alcuni cartoncini per verificare la nostra conoscenza del passare del tempo, nella scansione del “prima …… dopo”, ordinando per età immagini di varie persone (neonato, bambino della loro età, ragazzo, uomo, vecchio).

tempo scheda età-oggetto
Sempre a proposito di vestiti, parliamo della stagione invernale (quella attuale) e osserviamo le caratteristiche del nostro abbigliamento, quindi proviamo a discriminare, in un’immagine di vari abiti, i vestiti invernali e non.

Ascoltando le note di un balletto medioevale, sentiamo la diversità di questo tipo di musica da quella conosciuta dai bambini. Confrontiamo perciò brani musicali, antichi e moderni, e proviamo a muoverci al ritmo della melodia. La musica antica è definita “dolce” e “lenta” dai bimbi e quella moderna “veloce”. Dopo averne ascoltati alcuni brani, proviamo a simbolizzare il movimento “lento” e “veloce”.

Dalla carrozza di Eleonora da Toledo, che abbiamo visto sui libri, parliamo dei mezzi di trasporto trainati dal cavallo. Costruiamo poi un percorso, dove i bambini si divertono a imitare le andature del cavallo (passo, trotto, galoppo) e poi a simbolizzarle.

carrozza in cartapesta si gioca m odifandature cavallo simbolizzazione

Raccontiamo quali mezzi di trasporto conosciamo e quali utilizziamo nel nostro tempo.tabella mezzi trasp
Proviamo a scrivere sul cartellone i vari mezzi di trasporto e il tipo di propulsione: mezzi a motore, a braccia, a gambe, con ruote e senza.

Un altro mezzo di trasporto: la nave. Giochiamo con le barchette che galleggiano,(barchette fatte di carta, di legno, di plastica, di metallo), sperimentiamo il galleggiamento di vari materiali. Introduciamo poi una variabile: la barchetta bucata. Galleggerà? Formuliamo delle ipotesi, verifichiamo immediatamente l’esito e proviamo a spiegare il perché di ciò che è successo. Simbolizziamo quindi il galleggiamento o l’affondamento dei vari tipi di barca.

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Dalla nave all’automobile: parliamo dell’auto del babbo e della mamma, la disegniamo, la costruiamo con scatole di cartone.

Giochiamo al gioco della velocità e costruiamo quindi le “piste” rettilinee per le automobili: disegniamo una strada utilizzando una corda e immediatamente accanto (il punto d’inizio coincide con la fine dell’altro segmento) ne costruiamo una seconda. Poniamo poi due macchinine di colore diverso alle estremità e domandiamo: se la macchina rossa e quella blu partono da qua, una di fronte all’altra (indichiamo le estremità) e vanno alla stessa velocità, dove si scontrano? E se la macchina blu va più forte, dove si scontrano?

prova macchinine veloc uguale modifmacchine velocità diversa gara modif

Variamo quindi la proposta di gioco con la realizzazione di piste circolari, tracciate sempre con una corda e un pennarello, in due segmenti contigui ma bene identificabili. Domandiamo quindi: se la macchinina verde e quella gialla partono insieme da qua (stesso punto di partenza in alto ma in direzione opposta) e vanno alla stessa velocità, dove si scontrano? E se la macchina verde va più forte della gialla, dove si scontrano?

simbolizz velocità uguale cerchio
I bambini si divertono a ripetere più e più volte il gioco muovendo la macchinina alla velocità indicata dalla consegna e poi provano a fare la previsione richiesta. Molti danno la motivazione della risposta, a volte sostituendo alle parole l’imitazione del movimento dello scontro.

Dal medioevo arriviamo a parlare dei nostri giorni, di come ci vestiamo, di come balliamo e cantiamo, di come ci spostiamo.

Proponiamo di fare il calendario del tempo che passa. Cominciamo dai bambini che rappresentano l’oggi e costruiamo sul cartellone il periodo degli anni in cui sono nati, identificando l’anno e il mese che è rappresentato con un simbolo. Ciascun bambino colora dapprima l’immagine del bambino alla nascita e la incolla nell’anno e nel mese corrispondente (con l’aiuto dell’insegnante). Colora quindi la torta e le relative candeline, 1 o 2 o 3 o 4 o 5, nel mese corrispondente e negli anni successivi a quello della nascita. I bambini scoprono così che cambia il numero delle candeline e degli anni, ma non il mese in cui fanno il compleanno e il simbolo che lo contraddistingue (tempo ciclico).

i simboli
Continuiamo la costruzione del “calendario storico” andando a ritroso nel tempo. Al calendario dei compleanni associamo il loro “ieri” cioè quando erano appena nati. Stimoliamo i bambini a chiedere ai genitori notizie, curiosità e immagini di oggetti o avvenimenti che si riferiscono a questi periodi. Le incolliamo sul cartellone completando il periodo di “poco tempo fa”.

la nostra epoca 2 modif
Domandiamo poi ai bambini: “Ora ci siete voi, ma prima di voi chi c’era, quando non eravate nati?”.  “Prima di noi c’erano il babbo e la mamma”.  Di nuovo, attraverso interviste, immagini e foto di oggetti caratteristici e avvenimenti, completiamo con i bambini la parte che riguarda l’epoca dei genitori. “E prima ancora?”. Quando i bambini non sanno rispondere li invitiamo a coinvolgere i genitori. “Prima ancora i nonni”. “E prima ancora?”. “I bisnonni”. Per ogni epoca, divisa dalle altre con una grossa riga, incolliamo le foto delle persone e immagini di oggetti e avvenimenti che risultano ai bambini sempre più sconosciuti ma anche più interessanti. Alla domanda:”E prima dei bisnonni chi c’era?”. I bambini rispondono: “I castelli con le dame e i cavalieri”. “E più indietro ancora?”.

dalla duchessa  modif

I bambini non lo sanno ma s’informano a casa e il giorno dopo qualcuno parla di antichi romani e faraoni. Per ogni epoca cerchiamo sui testi le immagini che illustrano usi, costumi e avvenimenti e continuiamo a incollarle sul nostro “cartellone del tempo”. Ogni volta parliamo di ciò che i bambini sanno o pensano in merito ad una particolare epoca e quelli più “esperti”, raccontano agli altri aneddoti intriganti. Qualcuno ha visitato un museo egizio con la famiglia, qualche altro ha visto un film sugli antichi romani, altri si sono fatti raccontare qualcosa dai genitori.
“Prima degli antichi egizi e romani, chi c’era?”. “Gli uomini primitivi!”. “E i dinosauri!”. Sembrano tutti d’accordo: non può essere esistito altro che gli uomini primitivi e i dinosauri. Cerchiamo su alcuni testi le immagini e i racconti che parlano di quell’epoca.

la preistoria  i dinosauri

Durante l’osservazione del libro sulla preistoria, i bambini rimangono colpiti dall’immagine di uomini che spostano il corpo di un mammut sopra alcuni alberi, utilizzando delle corde.
Ci divertiamo a drammatizzare una famiglia preistorica, vestita di pelli e con gli ossi che pendono dalla collana al collo. I bambini provano a immaginare il linguaggio degli uomini primitivi (imitano le scimmie) e poi li invitiamo a spostare “un albero o un mammut”.

uomini primitivi 1 modif

La cassapanca in classe fa al caso nostro: è molto pesante e non può essere spostata agevolmente dai bambini. Prendiamo le corde: “E’ troppo pesante!”. “Come possiamo fare per spostarla?. Come facevano gli uomini primitivi?”. “La strisciavano.” “Provate a strisciarla!”. “Ma non si sposta!!”. “Allora come si fa?”. “Ci vuole un carrello!”. “C’è qui un carrello?”. “No!”. “Osserviamo meglio l’immagine degli uomini primitivi, per vedere se c’è qualcosa che ci aiuta?”. “Siii!”.
Dopo l’osservazione, un bambino rileva che gli uomini primitivi appoggiano il corpo del mammut sopra ad alcuni tronchi. “Proviamo anche noi a farlo?”. “Siii!”.

“Però non possiamo tagliare gli alberi del giardino; come possiamo fare? Ci può essere qualcosa che funziona come i tronchi degli alberi? Proviamo a cercare nella stanza o in giro per la scuola!”. Inizia una vera e propria caccia al tesoro finché molti bambini portano alcuni oggetti da provare: rotoli di cartone, pennarelli, costruzioni e alcuni manici per scope di legno, trovati nel magazzino.

Proviamo a prevedere quello che succederà con ciascun oggetto e a darne la motivazione: “I rotoli di cartone sono tondi come il tronco e allora fanno come gli alberi”. “Le costruzioni sono dure e non si rompono, sono forti per la cassa!”. “Anche i pennarelli fanno come gli alberi”. “I manici delle scope sono di legno come gli alberi e sono anche lunghini!”. Proviamo a mettere sotto la cassa i vari materiali e tutti i bambini provano a tirare le corde ma notiamo che i rotoli di cartone si schiacciano immediatamente, i pennarelli si rompono perché il peso della cassapanca è notevole e le costruzioni non si spostano assolutamente.

uomini primitivi 4 modif      uomini primitivi 5

Proviamo con i manici delle scope e, tirando le corde, finalmente la cassapanca si sposta. “Si sposta!”. “Ce l’ abbiamo fatta!”. “Abbiamo spostato il mammut!!”. “Ci abbiamo messo come le ruote sotto!”.
Il nostro calendario del tempo è terminato: una accanto all’altra, si susseguono le varie epoche con le immagini e gli avvenimenti che le riguardano. I bambini sono molto soddisfatti e ripercorrono i vari passaggi, commentando ciò che vedono.
La lunga striscia del tempo viene spostata in salone, di cui occupa una buona parte.

la nave che viaggia nel tempo modif
“Adesso dovremo spostarci nel tempo, come possiamo fare? Cosa ci può servire per fare questo viaggio, passando dall’epoca dei dinosauri a quella degli egizi, dei nonni e tornare?”. I bambini ci pensano un po’ e fanno alcune proposte ma quella che incontra di più il favore del gruppo è di costruire una “nave volante”, come quella di Peter Pan, che lo faceva volare da un posto all’altro.

la nave volante
Realizziamo perciò un veliero che ci porterà attraverso le varie epoche: facciamo il gioco del “Viaggio nel tempo”, dove uno o due bambini alla volta “montano sulla nave” (in realtà la prendono con le mani) e si recano in un’epoca per loro piacevole o interessante. In quella posizione dovranno imitare qualcosa di caratteristico dell’epoca stessa, come ad esempio il ruggito di un dinosauro o il combattimento dei romani, la partenza dell’astronauta per la luna ecc.

la nave che viaggia nel tempo 2
Il gioco si ripete tante volte fino a che tutti i bambini sono coinvolti poi si continua su richiesta di chi non vuole ancora smettere di giocare.
Tutta l’esperienza termina con la realizzazione di un cartellone per il salone, dove s’illustrano le tappe della nostra “storia” del tempo.

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