Misuriamo la pioggia

Esplorare, conoscere, progettare.
Campo scientifico
Anni 5
Daniela Sgobino

Misuriamo la pioggia.
L’osservazione dei fenomeni naturali è una fonte inesauribile di spunti di riflessione e di occasioni educative per un approccio di tipo scientifico alla realtà circostante.
In quest’occasione un gioco linguistico come la ricerca e l’invenzione di rime, ci fornisce lo spunto per ragionare sul fenomeno della pioggia.
A tutti i bambini è capitato di infilare un paio di stivaletti e di saltellare sotto l’ombrellino in una pozza d’acqua sul marciapiede ma a quanti è successo di misurare la pioggia?
E’ un’occasione preziosa per tentare di inventare, come novelli Pitagora, un semplice strumento di misurazione.

Obiettivi formativi
– Osservare un fenomeno naturale e sperimentare.
– Inventare strumenti di misurazione.
– Rappresentare l’esperienza attraverso grafici.
– Verbalizzare le conoscenze in merito ai fenomeni osservati.

Materiali
Contenitori di plastica trasparenti di varia forma e volume graduati e non, materiali di recupero come spago, filo, legnetti, cartoncini, carta, costruzioni, da mettere a disposizione nella sezione, pennarelli, fogli di carta da fotocopie formato A3, schede di prescrittura, riga da disegno.

Spazi
Giardino della scuola, sezione.

Una filastrocca per ragionare
Nell’angolo della conversazione, al mattino, spesso ci divertiamo a fare le rime con i nostri nomi per conoscerci meglio e nello stesso tempo per imparare a riconoscere vocali e consonanti ed a sillabarle.
Qualche bambino riesce addirittura a comporre una piccola filastrocca: “Daniele che mangia le mele e lecca il miele”.
Alla domanda: “Conoscete altre piccole filastrocche?”, i bambini rispondono declamando le conte che di solito fanno per stabilire i turni nei giochi.
Lorenzo propone: “Piove, piove, la gatta non si muove, si accende la candela, si dice buonasera”.
Una filastrocca popolare insegnatagli dalla mamma, che parla della pioggia
Ma cos’è la pioggia?

filastrocca pioggia

Cos’è la pioggia e da dove viene?
L’esperienza dell’acqua che picchietta sull’ombrello o sulla mantellina, mentre si va lungo la strada per mano ai genitori, è un’esperienza abbastanza consueta per i bambini ma raramente viene colta l’occasione per osservarla e magari rifletterci un po’ su. Cerchiamo di promuovere la loro capacità di verbalizzare le proprie conoscenze ed intuizioni attraverso la risposta a questa domanda: “cos’è la pioggia e da dove viene?”
“La pioggia è l’acqua che viene dal cielo”
“E’ l’acqua che scende dalle nuvole”.
“Le nuvole sono come la panna, come il fumo…”.
“La pioggia sono le lacrime degli angeli.”
“No, la pioggia sono le nuvole fatte di vento”.
“Le nuvole sono fatte di acqua e cade la pioggia”.
“Fanno la pipì gli angeli”.
“Macchè, le nuvole nere fanno cadere l’acqua!!”.
“Le nuvole hanno i buchi e casca la pioggia”.
“La pioggia sono pezzettini di nuvole”.

Agevoliamo il dialogo perché il confronto di esperienze ed opinioni favorisce nel bambino la discriminazione fra risposte di tipo fantastico (ad esempio le nuvole sono come panna..), pregiudizi trasmessi dalla cultura popolare (la pioggia sono le lacrime degli angeli…) e risposte che presumono un ragionamento, espresso in un linguaggio semplice ma che sottintende una logica corretta (la pioggia è pezzetti di nuvola, le nuvole nere fanno cadere la pioggia…).

Disegniamo le gocce:
Per fissare meglio l’attenzione sull’argomento “pioggia”, proviamo a disegnarla, utilizzando alcune schede di pregrafismo.
Nella conversazione emerge che la pioggia non è sempre uguale: può essere leggera e la chiamiamo pioggerellina, può essere forte accompagnata da vento e da tuoni e fulmini e la definiamo un temporale.
Diversifichiamo perciò le gocce della pioggerellina, verticali, da quelle del temporale che scendono obliquamente.

gocce di pioggia scheda

Tutti scienziati
La giornata piovosa ci consente di sperimentare con la pioggia: cerchiamo, nella sezione ed in cucina vari barattoli e contenitori graduati, per raccogliere l’acqua caduta ed osservarla più da vicino.
E’ importante invitare i bambini a ricercare, da soli o insieme, le cose utili alla sperimentazione; la ricerca implica l’utilizzo di rappresentazioni mentali attraverso le quali i bambini compiono scelte e fanno previsioni. La possibilità di fare insieme, agevola i più indecisi a cimentarsi e consente uno scambio di suggerimenti e di idee fra i bambini.
Sistemiamo, a questo punto, nel nostro giardino alcuni contenitori di diverso volume ed aspettiamo: cosa succederà?
Immediatamente sembra che non succeda nulla; solo qualche goccia cade nei barattoli; decidiamo perciò di tornare più tardi.

misurazione pioggia

Dopo un’ora e mezza circa torniamo a controllare ed i bambini commentano:
“La pioggia è pochina”.
“Per farla salire deve piovere ancora”.
“I numeri non la fanno salire”.
“No, i numeri la misurano e basta.”.
“Deve essere ghiacciata per arrivare fino a qui”.(indica un’altezza di 40 cm. da terra).
“Io dico fino al bordo del barattolo!”.
“Ci vuole tanto tempo per arrivare fuori e uscire….”.
“I numeri ci sono e per vedere si guarda i numeri”.
“I numeri sono trasparenti”.
“Si può disegnarli col pennarello!”.
Lasciamo lì i nostri barattoli con la pioggia e decidiamo di tornare all’indomani per verificare se questa aumenterà oppure no.

Inventiamo un semplice strumento di misurazione:
L’intervallo di tempo trascorso ci consente di trovare nei contenitori una quantità apprezzabile d’acqua.
Andiamo fuori ad osservare il livello del liquido: valutiamo approssimativamente che è maggiore di quello rinvenuto il giorno precedente.
Proponiamo di misurare quanta pioggia è caduta: come possiamo fare?
Cerchiamo fra le cose di scuola e nella sezione.
Le proposte sono varie:
“C’è il metro”.
All’ invito “Proviamo ad inventare uno strumento, senza utilizzare quelli già predisposti per le misurazioni!”, c’è la gara a chi propone altre soluzioni ragionevoli:
“Allora si fa un foglio con i numeri di cartoncino”.
“Un cartoncino a quadretti!”.
“Ma la carta si ammolla!”.
“Un filo di ferro con i numeri e l’acqua non lo scioglie”.
“Si può versarlo nel biberon che ci ha i numeri”.
“Uno spaghetto per segnare dove arriva l’acqua….”.
“Con lo scottex si scrive i numeri…”.
“Un’asta di legno con i numeri..”.
“I tubini con i numeri”.
“Si guarda: se è poca, è poca e se è tanta è tanta.”.

strumenti per misurare la pioggia

Proviamo alcuni oggetti tra cui una cannuccia da bibite, il listello, lo spaghino.
La maggior parte dei bambini decide per il listello di legno, perché la carta e il cartoncino si sciolgono e lo spaghino “non sta fermo”.
Chiamiamo questo strumento LEGNOMISURAACQUA.

misurazione pioggia

Concordiamo le procedure
Avviamo una discussione su come utilizzare il Legnomisuraacqua e dopo aver espresso ciascuno il proprio parere, decidiamo di procedere nel seguente modo:
– immergiamo verticalmente il legno e poi lo togliamo per verificare dove arriva il livello dell’acqua.
– riportiamo il disegno del bastoncino su di un foglio e indichiamo con una riga azzurra il punto dove è arrivata l’acqua.
Decidiamo quindi di seguire l’andamento delle precipitazioni piovose per un periodo più lungo, lasciando i contenitori nel nostro giardino e controllando periodicamente la situazione.
Già dopo cinque giorni torniamo a verificare la quantità d’acqua caduta e registriamo sul foglio il nuovo dato con le solite modalità della prima volta, annotando però anche il giorno della rilevazione.
Tentiamo di riprodurre individualmente il grafico con i dati dell’acqua piovana, cercando di porre attenzione ai vari elementi.

grafico pioggia

Registriamo la quantità di pioggia caduta
Nuove verifiche e misurazioni avvengono a distanza di 3, 3, 5 e 8 giorni fino a che, esattamente un mese dopo l’inizio di quest’esperienza, compiamo l’ultima misurazione ed osserviamo cosa è successo, analizzando i dati in nostro possesso.
Osserviamo con cura il grafico della pioggia e notiamo che ogni giorno è indicata una quantità diversa; il livello dell’acqua si alza e si abbassa e l’ultimo giorno è il più alto, perché ha piovuto molto; osserviamo che l’acqua è diminuita nei giorni di sole e che la linea del livello sembra un’onda.
Rielaboriamo il grafico a colonne unendo i livelli dell’acqua ed ecco apparire l’andamento della pioggia nel periodo preso in esame.
Commentiamo il risultato:
“E’ proprio come l’onda del mare”.
“Va su e poi va giù e poi va su, un’altra volta”.
Per completare il nostro lavoro, attacchiamo alla parete della stanza il cartellone della pioggia, in modo da poterlo riutilizzare, nel caso di nuove misurazioni.

grafico collettivoDocumentiamo le competenze
E’ importante osservare, durante e al termine dell’esperienza, se il bambino
– verbalizza le sue conoscenze concernenti il fenomeno osservato,
– dialoga con gli altri ed accetta il loro punto di vista.
– inventa e/o propone soluzioni per costruire strumenti per misurare la pioggia.
– ricostruisce la quantificazione attraverso grafici e diagrammi.

pubblicato su Scuola dell’Infanzia – n° 3 anno 2007

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