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“La traccia di una innovazione”: i risultati della ricerca.

Una ricerca interessante
L’analisi dei dati ricavati dalle risposte al questionario, propinato agli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia di Scandicci negli anni dal 1983 al 2002, fa emergere una situazione assai promettente anche se il campione è esiguo per la mancanza di dati anagrafici. La ricerca si pone l’obiettivo di verificare se i bambini di allora conservano traccia di un pensiero razionale educato quindi alla problematizzazione e alla ricerca di soluzioni.
Nonostante la scarsità di recapiti, le risposte pervenute via web ai vari quesiti rendono chiara l’idea di un intervento educativo di natura scientifica congruo, incisivo, interessante e pregnante.
Le ricadute di questa modalità educativa sulla vita reale degli studenti emergono chiaramente dalle risposte alla domanda finale che riguarda le strategie seguite dai ragazzi e dalle ragazze nel risolvere i problemi di vita quotidiana……………
Questi i dati più salienti e le conclusioni tratte dalla loro analisi:
a) Il dato sul percorso di studi fa espressamente riferimento alla scelta scientifica per il 43% dei ragazzi che, se si somma alla percentuale di chi ha scelto un indirizzo tecnico-professionale (il 28%), sale al 71%, dato decisamente consistente rispetto ai valori di 4% liceo classico, 4% artistico, 11% linguistico, 9% psicopedagogico.
b) E’ egualmente rilevante il dato che riguarda il motivo della scelta del percorso di studi motivata dalla passione e/o dall’attitudine per le materie scientifiche per il 53% degli studenti, mentre dalla facilità di trovare lavoro è del 8%, quella di lavorare con bambini 7%, la passione per le culture straniere e le lingue 12%, la passione per l’arte e la manualità 6% e 13% altre risposte.
c) Le risposte al quesito “secondo te l’attività scientifica svolta al Turri consisteva in giochi in cui eri spettatore oppure giochi individuali fatti da ciascuno di voi o ancora giochi o attività in cui eri protagonista di una proposta fatta dall’insegnante” ci dànno una grande soddisfazione perchè viene confermato lo spirito con cui venivano proposte le esperienze e che mirava a promuovere l’iniziativa di tutti i bambini, in una situazione di gruppo, lasciando loro la libertà di esporre il proprio pensiero e fornire soluzioni creative ai problemi posti. Infatti le percentuali in ordine sono 2% spettatore, 12% giochi individuali, 85% protagonisti di una proposta dell’insegnante.
d) Le risposte alla domanda “Ti capitava di raccontare ad altri quello che avevate fatto?” sono positive nella misura dell’ 88%, dato che fa pensare ad uno scambio di pensieri e informazioni ampio e interessante.
e) L’ultima domanda dà in qualche misura la conferma dell’impostazione di tutto il progetto relativo all’attività scientifica nella scuola dell’infanzia perchè dimostra che è importante abituare i bambini a ragionare e a trovare soluzioni proprie ai problemi, attività che si traduce in sviluppo delle capacità razionali e trova una sua ricaduta nella vita reale delle persone. Infatti alla domanda “Nell’affrontare una difficoltà o nel risolvere un problema, quale strategia usi”: hanno risposto per il 60% “rifletti e cerchi una soluzione autonomamente”, per il 36% “chiedi consiglio” e per il 2% “prendi tempo”.

“La traccia di una innovazione” il progetto di ricerca

osserviamo e riflettiamo
osserviamo e riflettiamo

Il progetto “La traccia di un’innovazione” si pone l’obiettivo di dare completamento ad un lavoro pluridecennale che ha visto coinvolte le scuole dell’infanzia di Scandicci dal 1982 al 1987 e che si è occupato, anche nel proseguo degli anni, di educare alla razionalità e alla scientificità i bambini della scuola dell’infanzia.
Per far fronte all’esigenza di intervenire sulle difficoltà dei bambini (ma anche dei giovani) nell’avvicinarsi ai problemi scientifici, si è tentiamo di attivare, attraverso la curiosità dei bambini , attività che stimolassero la voglia di risolvere problemi, divertendosi.
Di tutta questa esperienza relativa all’ educazione scientifica nella scuola dell’infanzia e alla formazione ed aggiornamento della professionalità docente, resta ampia e documentata traccia in pubblicazioni e in siti quali quello di autoformazione della Regione Toscana, della casa editrice Giunti e della casa editrice RCS e della rivista del C.I.D.I. “Insegnare”.
Resta ancora un ultimo lavoro da compiere e che completa quanto sopra descritto ed è una indagine che, attraverso questionari intervista proposti alle famiglie, indichi quali sono gli studi ed i settori di attività scelti dagli allora bambini della nostra scuola e che oggi sono persone adulte.
In questo modo si rende possibile una riflessione sopra un immane lavoro che potrebbe finalmente indicare la reale ricaduta dell’attività di educazione scientifica proposta, ponendo le basi per una interessante riflessione.

Metodologia
– Ricerca dati: ricerca presso l’anagrafe comunale dei dati delle famiglie dei bambini frequentanti presso la nostra scuola negli anni 1985 – 2000.
– Contatto telefonico con le famiglie per la richiesta di partecipazione all’inaugurazione.
– Invio alle stesse di una lettera da parte del CRED e dell’amministrazione col seguente testo (indicativo):
Cari concittadini,
dai dati in nostro possesso ci risulta che almeno uno dei vostri figli è
stato alunno della scuola comunale di Scandicci nel periodo in cui si
svolgeva un ambizioso programma di “educazione infantile alla scienza e
alla razionalità°”. Come potete immaginare, gli esiti di questo
esperimento non ci sono ben noti e vi saremmo molto grati se ci mandaste
vostri commenti o notizie utili per ricucire l’informazione e trarne
qualche insegnamento utile. Perdonate l’intrusione. Per semplificare la
risposta, vi alleghiamo un modulo con un questionario standard; ma ogni
commento “libero” sarà più che gradito.
– Predisposizione di un semplice questionario anonimo contenente alcune informazioni tra le quali le scuole frequentate successivamente e il tipo di settore che hanno scelto per la loro attività.
– Pubblicazione dell’iniziativa su “Informa Scandicci” e altro giornale.
– Predisposizione di un ambiente e di un contenitore presso il quale sarà possibile depositare i questionari e le riflessioni delle famiglie contattate.
– Predisposizione di un “diario” in cui le famiglie possano scrivere una frase su ciò che è rimasto nella loro mente del Turri, anche durante l’inaugurazione.
– Mostra fotografica della scuola Turri, dall’apertura degli anni ’70 ad oggi.

Tempi:
Data la complessità della ricerca da compiere e i numerosi contatti da stabilire, crediamo sia necessario cominciare a lavorare al progetto sin dal settembre 2010, in vista della conclusione dei lavori per l’anno scolastico successivo.
La modalità di organizzazione del lavoro e la quantità di ore necessarie alla sua realizzazione saranno decise in modo più definito al momento dell’autorizzazione alla realizzazione del progetto.

Documentazione
L’insieme dei questionari e dei commenti lasciati sull’ apposito diario al momento dell’inaugurazione dalle famiglie intervenute costituirà materiale che, una volta organizzato, potrà prendere la forma di piccolo libretto.
Seguirà una analisi dei dati relativi all’attività di educazione scientifica nella scuola dell’infanzia e dei risultati ricavati dai questionari delle famiglie, alla quale farà seguito un documento conclusivo.

Risorse umane:
Il progetto prevede l’affidamento dell’organizzazione e supervisione del lavoro alla signora e collega Simona , coadiuvata dalle colleghe della scuola dell’infanzia Turri, anche per quanto riguarda l’allestimento della mostra e quanto ad essa collegato.
Tutta l’attività di elaborazione dei dati raccolti, riflessione e conclusioni successive, sarà supervisionata dal professore Carlo Bernardini, in qualità di docente in pensione di Fisica presso la facoltà La Sapienza di Roma e collaboratore a suo tempo del Comune di Scandicci quale formatore del personale nell’ambito dell’educazione scientifica.

Verifica:
La verifica delle varie fasi del progetto avrà cadenze periodiche da concordare e comunque all’inizio, per la fase raccolta dati, intermedia e cioè prima dell’inaugurazione per la predisposizione degli strumenti individuati e finale, dopo l’elaborazione del materiale raccolto e delle osservazioni su questo elaborate.
Scandicci 18 luglio 2010