Una nuova professionalità.

 

usiamo le macchinine di carta per sperimentare la velocità
usiamo le macchinine di carta per sperimentare la velocità

Possiamo definirla in un modo inusuale e cioè un minore “tasso” di maestra.

E’ una frase che può suonare strana, per chi non ha avuto l’onore di conoscere il professore Carlo Bernardini, docente di Metodi Matematici della Fisica presso la facoltà La Sapienza di Roma, attualmente in pensione e direttore della rivista “Sapere”, che ha impiegato una parte della sua vita a cercare di capire, insieme a noi insegnanti, perché i bambini presentano sin da piccoli una spontanea predisposizione verso una scientificità seppur embrionale, e in seguito, nel corso della loro vita scolastica, questa “scientificità naturale” tende invece gradualmente a dissolversi.
In anni di lavoro sperimentale su gruppi di bambini dai 3 ai 5 anni, si sono potute evidenziare alcune cose:
– i bambini hanno un fortissimo senso della scoperta e sono molto curiosi, cosa questa che è di fatto già una caratteristica da scienziati.
– hanno anche un forte desiderio di cimentarsi, di sperimentare, e la disponibilità a parlare delle proprie conoscenze, in modo sincero, senza il timore del giudizio.
– sono disponibili a modificare la propria opinione rispetto a ragionamenti più convincenti.
Tutto questo rende i bambini dei veri “scienziati in erba” che hanno bisogno di essere guidati nella scoperta del mondo da adulti consapevoli e rispettosi del loro ruolo di protagonisti della propria crescita.
Il ruolo dell’insegnante che per tradizione e formazione è quello di “trasmettitore di conoscenze”, diviene quello di “regista”:
– il suo intervento si limita a rilanciare la conversazione/discussione tra i bambini;
– non fornisce alcuna spiegazione ma favorisce l’approfondimento attraverso la discussione, la sperimentazione, la riflessione;
– agevola l’intervento di ciascuno, valorizzandolo;
– incoraggia la ricerca di soluzioni autonome e originali;
– offre esperienze comparabili che possano portare ad individuare regole generalizzabili.
Da qui il “minore tasso di maestra” per dare spazio ai bambini nella ricerca di risposte a situazioni problematiche, mediante un percorso fatto di ipotesi, tentativi e verifiche.

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