Una sensazione di inadeguatezza.

raccogliamo in giardino la terra per l'ambiente
raccogliamo in giardino la terra per l’ambiente

Recenti studi e dibattiti realizzati a livello regionale e nazionale, hanno messo in evidenza la difficoltà dei giovani ( e meno giovani) ad avvicinarsi con interesse alle materie di tipo scientifico.
D’altra parte la tradizione umanistica di così alto livello del nostro paese ha giocato un ruolo fondamentale nella scelta di un curriculum scolastico classico piuttosto che scientifico.
La sensazione un po’ amara di essere inadeguati nel confrontarsi con questa materia, emerge palese anche da molti dibattiti compiuti all’interno dei gruppi di docenti, soprattutto nel contesto della scuola dell’infanzia.
Ci sono però degli aspetti di cui dobbiamo tenere conto per avere una certa tranquillità di non fare “danni” e per riuscire a proporre e co-costruire, assieme ai bambini, esperienze significative dal punto di vista scientifico: innanzi tutto, come i bambini, anche noi dobbiamo imparare ad essere sinceri e saper dire “Non lo so”. Non siamo onniscienti e quindi anche gli insegnanti possono non sapere. Questo non ci esime dal doverci comunque documentare.
Come i bambini e con i bambini, dobbiamo ritrovare la gioia della scoperta, della sperimentazione condivisa, contestuale, che si meraviglia nel suo svolgersi e che non prevede e non può prevedere sempre tutto.
L’indicazione del fare esperienze semplici, proprie della vita quotidiana e quindi vicine ai bambini, ci aiuta a non impantanarci in questioni da cui difficilmente usciremmo; dunque poche cose fatte bene, con cura, con un linguaggio semplice e rigoroso.
I bambini stessi sono la misura del cosa fare: grazie al cielo hanno ancora il coraggio di non starci ad ascoltare se diciamo cose astruse, per loro insignificanti o lontane dal loro vissuto.  Nello stesso tempo sono pieni di entusiasmo e di voglia di provare, se la proposta è congruente con i loro interessi, appassionante, se concede loro di “pensare” e di scoprire quanto sono originali e competenti.

La percentuale di successo di una attività può diventare il criterio per la validazione dell’ intervento educativo: se infatti la percentuale di successo è intorno al 90-95%, probabilmente la questione posta è troppo semplice, quasi banale. Una percentuale di successo intorno al 10-15% indica probabilmente un tasso di difficoltà troppo elevato per cui si impone un ridimensionamento della proposta; la percentuale intorno al 50% indica un sufficiente successo con possibilità di fare un buon lavoro per tutti i bambini.
Il timore degli adulti deve quindi lasciare il posto alla consapevolezza che la professionalità si gioca mettendosi in discussione, confrontandosi apertamente con le situazioni e che il bambino è il protagonista della sua crescita. All’adulto il non facile compito di accompagnarlo in questo cammino con la propria professionalità ma anche l’originalità, la fantasia e l’umiltà che questa professione richiede.

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