Algoritmi e prerequisiti parte 2^

Continua l’esposizione degli algoritmi che sottintendono alle conoscenze di tipo scientifico-non-specifico che i bambini hanno e/o che vanno sostenute e incrementate per sviluppare in loro un approccio “razionale” alla conoscenza del mondo.

Dopo aver esemplificato nel documento relativo alla prima parte degli algoritmi:
1- L’organizzazione spaziale
2- L’organizzazione temporale
3- La discriminazione

in questa seconda parte parliamo di :

 

Diapositiva19

4-Raggruppamento:
E’ la capacità di mettere insieme oggetti che hanno una caratteristica in comune, che deve essere dichiarata (tutte le forme gialle, tutti i legnetti corti, tutti i bambini coi capelli neri, ecc.).
È l’operazione esattamente opposta alla discriminazione, è il riconoscimento dell’uguaglianza di colore, forma, dimensione. E’ importante mettere in evidenza il fatto che uguale non vuole dire identico.
Un esempio: in una vaschetta di costruzioni di vario colore, raggruppare in disparte quelle rosse, oppure tra tanti oggetti di vario tipo che si trovano in classe, raggruppare i giocattoli. Il fatto che tutte siano ugualmente costruzioni non implica necessariamente il fatto che siano identiche come pure il fatto che siano tutti egualmente giocattoli, non significa che debbano essere identici.

raggruppare i semi - formicaio

 

 

 

 

Nell’attività di orientamento spaziale dal titolo “Giochi di orientamento spaziale” – categoria I laboratori di intergruppo, i bambini raggruppano i viveri delle formiche riconoscendone la tipologia, indicata dall’adulto nello svolgimento della storia con cartellini, e li ripongono in luoghi diversi.

5-Ordinamento:
Si tratta di riconoscere e riprodurre una gradualità di grandezze, altezze, ma anche età, figure con vario numero di elementi, ecc. in senso crescente e decrescente.
Si possono sistemare in ordine crescente, dal più piccolo al più grande, gli anelli di una torre colorata, bastoncini, animali ecc.

i pomodori in ordine di grandezza

6-Trasformazione:
E’ la capacità di applicare la cosiddetta “macchina di trasformazione” . L’educatore enuncia quale comando di trasformazione la “macchina” esplicita e poi chiede ai bambini di applicarlo.
Nell’immagine illustrativa degli algoritmi, si nota la “macchina di trasformazione” che dichiara il comando: trasformare il pallino nero in pallino bianco e il pallino bianco in pallino nero.
Una volta dichiarata in modo esplicito la consegna, i bambini la applicheranno trasformando una fila di pallini alternati nero-bianco in una fila di pallini alternati bianco-nero. Ciascun elemento verrà trasformato secondo le istruzioni descritte sulla macchina di trasformazione.
Ogni macchina di trasformazione può riportare, nei vari giochi, un comando diverso.
Per esempio la macchina di trasformazione può contenere il comando:

Trasformazione ridotta copia

I bambini ( più grandicelli in questo caso) si divertono moltissimo a “trasformare” bottiglie in bicchieri o gatti in cani ecc. Non è difficile, una volta compreso il comando della “macchina di trasformazione”, vederli impegnati  a decidere loro stessi i soggetti da trasformare e il criterio di trasformazione. Per i bambini più piccoli cambiamo il tipo di materiale, utilizzando ciò che può metterli in condizione di esprimere le proprie conoscenze, senza essere penalizzati dalla minore capacità grafica rispetto ai compagni più grandi. Un esempio: può essere utile adoperare soggetti da incollare piuttosto che da disegnare.

7-Conservazione:
E’ l’osservazione di ciò che si conserva cioè che non si modifica sostanzialmente anche se cambia il contesto; per es. la quantità d’acqua o di altro materiale, in travasi fra contenitori di diversa forma o grandezza.
Nel manipolare il pongo, spesso capita ai bambini di realizzare bachini, palline, schiacciatine. I bambini riescono, in buona percentuale, a riconoscere il fatto che, anche se visivamente la forma del pongo cambia, la quantità di pongo non si modifica perché il pezzo di pongo è sempre lo stesso, non viene tolto o aggiunto niente.

conservazione liquidi

Come per tutti i materiali presentati, è importante che l’adulto educatore faccia riferimento ad oggetti consueti per i bambini, che fanno parte della loro quotidianità scolastica o familiare, sui quali abbiano fatto esperienza.

Continua ……

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