L’arancia galleggia o affonda?

si immerge....galleggia!!!

Gruppo di 12 bambini di 2-3-4-5 anni

Entriamo nella stanza e ci sediamo sulle panche per salutarci, conoscere i nostri nomi e osservare cosa c’è nell’ambiente.
All’interno del giro panche si trova un grosso catino con acqua.
I: cosa vedete?
B: c’è l’acqua dentro.
I: che gioco possiamo fare con l’acqua?.
B: ci possiamo mettere a galleggiare le cose (i bambini si ricordano di varie esperienze fatte precedentemente sul galleggiamento).
I: ma cosa vuol dire galleggiare?
B: stare su nell’acqua.
B: non affogare.
Domando ai bambini più piccoli (di 2 anni) se sanno cos’è “galleggiare” e loro mi fanno il gesto del nuotare poi dicono “Al mare”.
I: E’ vero. Ma in questo caso stiamo parlando di cibi, di cose da mangiare ( il progetto riguarda l’educazione alla salute e alla sana alimentazione. ndr.).
Facciamo un gioco: osserviamo come si comportano alcuni alimenti se gettati nell’acqua.
I: prendiamo le cose che la mamma usa per fare da mangiare: la salsa di pomodoro, gli odori da brodo, il tonno ecc. Adesso un bambino per volta getta nell’acqua gli oggetti ed osserviamo attentamente cosa succede.
I: Galleggiano o affondano?.
B: La bottiglia va giù ma la mela sta su e anche la cipolla.
B: anche la scatola dei fagioli va giù.
B: la verdura del mangiare no, sta su!.
I: Perché?
I bambini ipotizzano che le cose piccole stanno su e quelle grosse vanno giù. Poi ci ripensano e, dopo aver riflettuto sulla forma e il peso degli oggetti osservati e toccati uno per uno, sostengono che le cose leggere stanno su mentre le pesanti vanno giù.
Alla domanda: “La scatoletta di tonno piccola, galleggia o affonda?” i bambini rispondono che galleggia. Verifichiamo e vediamo che affonda.
I: perché?
B: perché è di ferro.
Propongo di fare una caccia al tesoro nella sezione per trovare vari oggetti da osservare; li buttiamo ad uno ad uno nell’acqua e vediamo cosa succede.
Riflettiamo su cosa galleggia, cosa affonda e perché.
Le risposte sono ricorrenti: galleggia ciò che è leggero e affonda ciò che è pesante sia che sia fatto di vetro, di plastica o di materia organica come verdure ecc. Fanno eccezione gli oggetti di ferro perché tutti dichiarano che non galleggiano quasi mai.
I: la carota, secondo voi galleggia o no?
B: siii.
Verifichiamo: affonda.
I: perché la carota che avete definito leggera, affonda?
B: i bambini non azzardano alcuna ipotesi.
Adesso proviamo con alcuni oggetti diversi e tentiamo di prevedere il loro comportamento nell’acqua, prima di immergerli: pennarelli, gomme, scatoline di plastica, costruzioni, forbicine, punteruoli ecc.

Facciamo la previsione, poi la verifica immediata
per vedere se si è detto giusto o si è sbagliato.

Quasi tutti i bambini, anche quelli più piccoli ci
“azzeccano”, cioè in qualche modo hanno realizzato
mentalmente una sorta di catalogo in cui hanno fissati alcuni criteri di
“galleggiamento” o “affondamento” e che spesso corrispondono alla realtà.
Proviamo adesso con un oggetto conosciuto…….l’arancia: galleggerà o affonderà?
La osserviamo bene, la tocchiamo, la odoriamo, la soppesiamo poi facciamo la previsione.
B: questa è pesante, è grossa grossa….va giù.
B: siiii
B: è troppo grossa..va a fondo davvero.
Qualcuno non si esprime.
I più piccoli guardano incuriositi poi rispondono alla domanda con il pollice: pollice verso vuol dire che affonda, pollice alto che sta su.
Rispondono così, agitando pollice e braccio.
Quando tutti hanno fatto la previsione spiegandone il motivo si prova a metterla nell’acqua e controlliamo cosa succede.
B: galleggia!!!!!

Riproviamo: galleggia ancora. I bambini provano a spingerla
giù con la mano ma l’arancia ritorna su.
A questo punto modifichiamo la situazione: sbucciamo
l’arancia; galleggerà o affonderà?
Adesso quasi tutti i bambini dicono che galleggia.
Proviamo.
I: cosa è successo?
B: è andata giù!
B: è affondata.
I: perché è affondata? Prima con la buccia galleggiava, ora senza buccia affonda, secondo voi perché?
B: è la buccia!!
I: la buccia……cosa?
B: ci ha le bollicine!!! Quelle stanno su, come le bollicine stanno sull’acqua.

Osserviamo alla lente di ingrandimento la buccia dell’arancia: ci sono davvero le bollicine?

Tutti i bambini si affollano per vedere l’arancia alla lente d’ingrandimento e concordano che la buccia ha delle “bollicine” sulla superficie.
Proviamo ad elaborare l’esperienza cercando di fissare l’attenzione sull’aspetto del galleggiamento. Ai bambini piccoli richiedo di incollare l’immagine degli alimenti che abbiamo usato nella sperimentazione e che abbiamo precedentemente ritagliato da riviste, sopra un “catino” disegnato sul foglio; a loro il compito di decidere la collocazione dell’oggetto sopra o sotto la linea dell’acqua.
I più grandicelli, cioè quelli di 4 e 5 anni, disegnano nell’immagine del catino sul foglio ciò che affonda e ciò che galleggia, rispetto alla linea dell’acqua. Lascio a disposizione oggetti e catino per osservare meglio, nel caso ce ne sia bisogno. Mentre i bambini più grandi portano a termine il loro disegno, i più piccolini, una volta incollato le immagini sul foglio, ritornano al catino per divertirsi ancora a sperimentare il galleggiamento o l’affondamento degli oggetti.
Al termine dell’attività i bambini portano a casa l’elaborato, a ricordo dell’esperienza, unitamente ad una “letterina” per i genitori in cui spiego il senso di ciò che si è fatto e invito i genitori stessi a continuare a casa con i propri figli la sperimentazione di oggetti “galleggianti e non”.

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