Lo sguardo rivolto al futuro

nella sezione dei bambini di 2 anni, giochi con la farina
nella sezione dei bambini di 2 anni, giochi con la farina

La fiducia degli educatori (un po’ meno degli insegnanti)
Mi sono chiesta perché al corso di formazione sull’educazione scientifica nella scuola dell’infanzia e di nido, organizzato assieme alla mia collega Simona, siano presenti poche insegnanti e tante educatrici.
Il corso riguarda l’educazione scientifica per i bambini dai due ai sei anni e, diversamente da quanto ci aspetteremmo, si presentano prevalentemente……….colleghe del nido.
Ad una prima riflessione fatta con le interessate, la risposta è che “Si tratta di un’opportunità unica per ascoltare qualcosa di diverso, che parli non solo di aspetti teorici ma anche di attività didattica, di proposte operative, in modo assolutamente concreto ed efficace”.
In effetti il pragmatismo è un aspetto che spesso scarseggia nei corsi di formazione che ci vengono proposti.
Il nostro intento è invece proprio quello di partire da presupposti teorici per individuare strumenti per realizzare “in proprio” la proposta di esperienze significative, per arrivare quindi a sperimentarne una comune a tutte le scuole, sulla quale riflettere alla luce di quanto evidenziato negli incontri precedenti.
L’attività finale è l’elaborazione di nuove proposte didattiche mirate, per bambini dai diciotto ai trentasei mesi, in continuità con gli obiettivi educativi fissati per i bambini dai due ai sei anni.
L’attività formativa ha un successo inaspettato, data l’apparente difficoltà dei temi trattati, ma soprattutto si chiarisce nel proseguire degli incontri, il motivo di tanta soddisfazione: “finalmente si parla di bambini competenti, protagonisti della propria crescita ………” e il solco di demarcazione tra l’interesse o meno verso l’argomento è “lo sguardo rivolto al futuro”.
Già; la fiducia e la consapevolezza delle enormi potenzialità dei bambini si rivelano in tutta la loro chiarezza, fiducia manifestata assai più nettamente dalle colleghe del nido che dalle insegnanti di scuola dell’infanzia.
Ancora una volta l’assunto che la scienza è “cosa da grandi”, se non si parla di foglie o sassi o lombrichi, pare essere confermato dalle scelte fatte dalle insegnanti mentre le educatrici non solo dimostrano di apprezzare il taglio sperimentale della proposta, ma si dicono disponibili a sperimentare anche le attività indicate nel documento conclusivo redatto tutti insieme.
Questa è la scommessa: bambini competenti, già dotati di conoscenze esistenti da utilizzare e sviluppare, che agiscono …… con la regìa attenta e consapevole di un adulto che non “travasa nozioni”, ma aiuta a scoprire gli strumenti per comprendere il mondo, e non solo biologico.

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