Progetto didattico: “La casa della salute”

Campo di esperienza: “La Conoscenza Del Mondo”

Intelligenza: “Logico-Simbolica”, “Espressivo-Creativa”.

Gruppo di esperienze n°4: “Consolidare esperienze comuni rispetto a conoscenze (anche linguistiche) non adeguate”.

Attività di sezione – anni 4-5

Prerequisiti: 5) discriminazione, 9) simbolizzazione.

Inventiamo “il metro” e “la bilancia”

Obiettivi educativi:

  • Invenzione di strumenti di misurazione non convenzionali.
  • Confronto di idee per arrivare ad una convenzione.
  • Individuazione delle categorie “alto-basso”, “pesante-leggero” e successivamente il più alto/basso, il più pesante-leggero.

Obiettivi trasversali:

  • Introduzione al concetto di benessere e prevenzione.
  • Conoscenza del servizio sanitario sul territorio.
  • Incontro con i medici per imparare l’utilità dei vaccini e dello sport.

Materiali:

  • materiale medico fornito da una madre dottoressa (abbassa lingua, siringhe senza aghi di varia misura, ovatta, boccette varie, fonendoscopio, laccio emostatico, vaschetta porta oggetti), camici in tessuto non tessuto.
  • Giochi nel giardino.
  • Carta da disegno, carta da pacchi bianca, pennarelli.

Spazi:

  • Ambulatori dell’ ASL.
  • Sezione.
  • Giardino.

Tempi:

mesi di settembre-ottobre

L’incontro con i medici della ASL.

Nel corso dell’anno ci siamo occupati di benessere e prevenzione, in collaborazione con l’ASL 10 di Scandicci che, attraverso il progetto  LA CASA DELLA SALUTE ci ha aiutato a capire quante cose “il sangue racconta” attraverso un prelievo, dell’utilità del “la puntura che non ci fa ammalare” ovvero del vaccino, del “l’importanza del benessere fisico in sicurezza” cioè dello sport e del movimento seguito da medici e infine del “la palestra dei pancioni” dove le future mamme imparano le prime pratiche di cura del nascituro.

Al ritorno a scuola rielaboriamo l’esperienza costruendo in classe il nostro ambulatorio, con l’aiuto di una mamma dottoressa che ci regala un po’ di materiale sanitario per l’allestimento.

Giochiamo perciò al “pediatra” e alcuni bambini assumono il ruolo di genitori, altri quello di sanitari. Le visite si susseguono, con relativa calma e concentrazione.

l’ambulatorio in sezione: il pediatra visita la piccola paziente.

Parliamo di altezza:

Conversiamo sul lavoro del pediatra e decidiamo quindi di misurare, come fa il pediatra, la nostra altezza e il nostro peso.

Non abbiamo però a scuola una bilancia pesapersone e nemmeno una tabella per la misurazione dei bambini. “Come possiamo fare?”. La proposta dei bambini è quella di usare un metro ma, all’obiezione che non c’è, i bambini propongono di segnare sul muro una linea corrispondente alla testa di ciascuno. Per evitare di macchiare il muro, costruiamo un pannello di carta da pacchi che sarà il nostro “pannello-metro” e cominciamo a fissare con una linea il punto in corrispondenza della testa di ciascuno, accanto al quale i bambini scrivono il proprio nome.

il “pannello-metro”.

Ad una prima osservazione ai bambini risulta abbastanza facile decidere chi è il più alto e chi il più basso: basta guardare a chi appartiene la linea che sta più in alto e quella che si trova più in basso delle altre.

Il concetto di peso:

Adesso dobbiamo scoprire come fare per decidere chi è il più pesante e chi il più leggero di tutti.

Chiedo: Come si può fare?

B: ci vuole una bilancia!

I: non c’è!

B: allora si sente in collo. (intende che si possa apprezzare il peso prendendo in collo un bambino per volta).

I: come si fa per capire se pesa più di un altro? Non posso tenerne due in collo, contemporaneamente.

B: c’è un po’ di perplessità.

I: ma non c’è niente a scuola che funziona come una bilancia, che va su da una parte e giù dall’altra, proprio come fa la nostra bilancina del mercatino che avete usato tante volte?

la bilancia della nostra bancarella

B: si, c’è il bilico, quello lì in giardino!

I: andiamo a vedere? B: sii!!

il bilico ci serve da bilancia

Dalla conversazione le proposte:

Una volta arrivati in giardino, vicino al bilico:

I: e ora come facciamo a pesarci? Come funziona la nostra bilancia giocattolo?

B: uno va da una parte e uno da quell’altra e poi si pesa.

I: cosa vuol dire? Come si fa a capire quale è quello più pesante?

B: uno va giù e uno sta su. Guarda!! (prova con un compagno a salire all’estremità del bilico).

I: va bene, lo vedo che uno va su e uno sta giù ma chi è quello che pesa di più, tra i due?

B: quello che sta giù perché quell’altro non ce la fa a farlo andare su.

I: allora vediamo tra Niccolò e Federico chi pesa di più?

B: Niccolò, sta giù, è troppo pesante perché è più grande!!!

I: allora facciamo da una parte il gruppo dei leggeri e dall’altra quello dei pesanti, va bene?

B: si!

Continuiamo a “pesare” tutti i bambini fino a che abbiamo diviso i bambini pesanti dai leggeri.

Il concetto del “più pesante” e del “più leggero”.

I: adesso come si fa per vedere chi è il più pesante? E il più leggero?

B: si pesa ancora.

B: si, si mette vicino quelli leggeri e il più piccolino è leggero.

B: no, si pesa ancora, si pesa sempre.

I: continuiamo a confrontare il peso a due a due?

B: siii.

I: allora continuiamo: i primi due bambini che erano tra i leggeri………

Via via che si pesano, i bambini definiscono meglio la categoria di pesante e leggero fino a che viene indicato “il più pesante” e “la più leggera”, con l’aggiunta di ulteriori commenti: “lui è il più grande, per forza!!”, “Si vede che è leggera perché lo vedi come è piccola? C’ha quattro anni!!”.

Per fissare l’esperienza, torniamo in classe e ciascuno disegna l’esperienza appena compiuta; nella maggior parte dei disegni appare la nostra “strana bilancia” che ci ha permesso di pesarci, pur non avendone una a scuola.

leggeri e pesanti

Verifichiamo gli obiettivi educativi:

  • Partecipa alla conversazione, proponendo soluzioni personali.
  • Discrimina oggetti pesanti/leggeri.
  • Riconosce il proprio simbolo e quello dei compagni.